sysjena : pensieri e parole


lunedì, novembre 23, 2009

La gente e' sempre in movimento, forse perche' si spera sempre nel meglio, ma si esclude che il meglio possa capitare stando fermi.



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venerdì, novembre 20, 2009

DELIRIO DEL VENERDI
Numeri, matricole, tipologie, dagli occhi alle dita, agli occhi. Computo, riporto, interrogo, maledico, rileggo, rinumero. Cancello l'idea dell'altrimenti, e dell'oppure, ed annullo il circostante. Quando riemergo rivedo e riconosco, ma in immersione non esistono altro che numeri. Non c'e' giudizio sull'operare, non mi azzardo, meglio obliare ed obliarsi, cosi' da creare una presenza assenza tra cio' che appare fuori e cio' che vagamente e' dentro. E l'abitudine e' alleata forte, tale da permettere qualunque assenza malgrado la presenza. Ma quando riemergo ci sono, e l'importante, poi,  e' rimanerci nel ci sono.


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giovedì, novembre 19, 2009

Ancora una volta il sonno era di piombo e riemergere una fatica immensa. Il mio primo pensiero conscio e' stato di recuperare il sogno che stavo facendo, ma mi sono trovato davanti ad una parete metallica spessa ed invalicabile. "Eppure dovrei ricordarmelo" ho pensato, ma qualsiasi sforzo si e' rivelato inutile. E' come se per ragioni oscure (auto-salvaguardia ? ) la mia mente rifiutasse di ricordare, pur ammettendo inequivocabilmente che un sogno c'era. Ho appoggiato le mani sulla barriera metallica, ma nessuna traccia mi e' stata concessa. La cosa mi ha irritato, perche' mal sopporto l'essere lasciato all'oscuro su cose che mi riguardano. Eppure l'omerta' e' rimasta, ed ho dovuto rassegnarmi. Rimane questa sensazione che mi si debba qualche cosa, una sorta di credito verso l'inconscio, vagamente fastidiosa, ma nulla piu'.


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mercoledì, novembre 18, 2009

Stamattina la prima nebbia seria. La prendo come un dono, perche' non provoca particolari disagi, se non una vaga nostalgia del sole. E poi ha un innegabile merito. Con la nebbia non puoi guardare lontano, perche' il lontano ti e' precluso, ed allora, necessariamente, guardi attorno a te. Siamo sempre con gli occhi e la mente verso il lontano, tanto che "l'attorno" spesso neppure lo scorgiamo. Come se il vicino fosse meno importante. Oggi curo le cose e le persone adiacenti, non voglio guardare troppo lontano.

           cliccare sulla foto per vedere la Carmen ingrandita

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martedì, novembre 17, 2009

Da quando ho trovato quella moneta da 10 dracme, mi sembra che le cose siano peggiorate. Ieri, prendendo la posta dalla buca delle lettere, sono stato punto da una vespa, una di quelle ciccione, non quelle longilinee. Nemmeno 5 minuti dopo, mi sono morsicato una guancia (logicamente dall'interno, non sono una creatura tipo alien), cosi' forte che ho sentito il rumore. Per mezz'ora ho sputato sangue. Ora ho una bella cicatrice nella guancia, di quelle che se non stai attento, te le rimorsichi in un attimo. La mano sta meglio, ma fa prurito, e nel punto dell'offesa e' particolarmente dolente. Forse devo tenere botta, ma se ne capitano altre, a quella moneta gli faccio fare un bel volo.


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lunedì, novembre 16, 2009

Puo' non sembrare, ma abbiamo un'enorme capacita' di adattamento. Altrimenti sarebbe impossibile sopportare un lunedi.


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venerdì, novembre 13, 2009

DELIRIO DEL VENERDI
Ogni volta il problema e' l'ispirazione, che poi avuta quella, come vago sentore, tutto esce, piu' o meno potabile. E cosi' ho giunto le mani a guisa di preghiera, ma permettendo al naso di inserirvisi, ed ho inspirato per cercare l'ispirazione. Ne e' uscito un profumo inconsueto, che non era quello del bagnoschiuma mattutino, ma un profumo piu' intenso e speziato. Ho riavvolto la mattina ed ho trovato il fatto. Io solitamente non uso profumi, ma li usavo, per cui ho qualche vecchia colonia sulla mensola del bagno (storica la bottiglietta di Paco Rabanne che data 1976 o 1977, piena a meta' ). Oggi ho voluto pulire il cinturino d'acciaio dell'orologio, ed ho usato un cottonfioc intriso non del Paco, ma di Cacharel, anche quella bottiglietta vetusta. E cosi' stamattina ho il polso sinistro profumato di legni preziosi, ed ho inspirato la fragranza ispirandomi. Certo che se non ci fosse il naso.....


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giovedì, novembre 12, 2009

Martedi sono andato al cinema, un po' di malavoglia, perche' il primo film di Madonna come regista, "Sacro e Profano", non e' che mi attirasse poi cosi' tanto. Ed invece ho dovuto ampiamente ricredermi, visto che il film mi e' piaciuto moltissimo. E' un film bizzarro, profondo, divertente ed ottimista. Ho riso, ho pensato, mi sono quasi commosso, e sono uscito colmo di sensazioni. E questo film dal montaggio quasi frenetico, ha anche una stupenda colonna sonora, logicamente secondo i miei gusti. Il film e' ambientato in una Londra vagamente schizofrenica, molto colorata e multietnica. Sorrido ancora ripensandoci, per cui ve lo consiglio, pronto ad assumermi le mie responsabilita' se non dovesse piacervi. 


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mercoledì, novembre 11, 2009

Lunedi ho letto sul blog di Allegra una poesia di una poetessa a me sconosciuta, Idea Vilariño. Mi e' piaciuta, ed ho voluto approfondire. Ho scoperto che era una poetessa uruguagia, e leggendo alcune sue poesie, ho provato quel sentimento intenso che ti lega alle parole di qualcun'altro. Era, perche' e' morta a Montevideo il 29 Aprile 2009. E dopo le poesie scoprire questa notizia mi ha lasciato una sensazione profonda e sorprendente. E' difficile descriverla, ma e' come se avessi mancato ad un evento, non tanto per l'evento in se', ma per la possibilita' di provare quella sorta di cordoglio dell'anima. Mi sono sentito defraudato, ma dalle circostanze, non dal fatto. Un sentire malinconico in cui l'impossibilta' di poter scegliere diversamente, stemperava in una sorta di dolce dispiacere la mia assenza. Non avevo mai provato niente di simile, e questa e' la prova che siamo in costante costruttiva mutazione.

SIMILITUDINI

Voglio masticare sabbia
fino a consumarmi i denti
voglio bere il mare
per rovinarmi lo stomaco
voglio fissare il sole
e il vento fino a diventare cieca.
A cosa mi servono occhi potenti
e voglie e appetiti
che me ne faccio della vita vita vita
tesa ubriaca ardente pazza vita
che me ne faccio.

Idea Vilariño


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lunedì, novembre 09, 2009

Sbuffo. E' uno sbuffare naturale, anche se le motivazioni sono tante e solite. Fors'anche ridicole, nella loro ovvia reiterazione. E nella mia contraddizione, che mi lamento della ripetitivita', ma mi angustiano gli imprevisti. Chissa' cosa vorrei.


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venerdì, novembre 06, 2009

DELIRIO DEL VENERDI
Ratataplan e' la parola di oggi. Di adesso, che neanche mi ricordavo dove l'avessi sentita. Poi qualche squarcio nella mia memoria affaticata, ed ecco il ricordo, assai vago, del primo film di Nichetti. Wiki mi aiuta, ma la trama sembra quasi nuova per la mia mente, se non fosse per quel vassoio con il bicchiere d'acqua che attraversa la citta'. Ed il mutismo del protagonista. Un naso che si soffia, il rumore viene da lontano, ma ripetendosi gli assegno maggiore attenzione, e dubitando che il raffreddore sia cosi' violento, mi accorgo che e' un rotolo di scotch che sigilla qualche pacco. E' buffo che scotch sia un nastro adesivo ed una bevanda alcolica. Sarebbe buffo sedersi su un alto sgabello di un bar, con una espressione alla Humphrey Bogart, la sigaretta che pende dal labbro (vabbe' io non fumo e nemmeno nei bar si puo' fumare piu', ma concedetemi la licenza), chiedere con voce profonda uno scotch e vedersi consegnare un rullino di nastro adesivo. " Lo usi con moderazione" mi dice il barista scrupoloso.


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giovedì, novembre 05, 2009

ALITO CALDO

Cerco disperatamente una foglia,
tra i rami spogli dell'albero,
ma non la scorgo, non c'e',
e mi chiedo se ci sia speranza.
Cemento, metallo e carta,
riempiono di messaggi visivi la mia mente,
mentre delicatamente accarezzo un alito caldo,
distillato da una fonte meccanica,
ma che io manipolo come voglio.
E diventa un sussurro delicato,
un soffio dolce sul collo,
una parola mimata dalle labbra,
un effimero sogno di dolce protezione.
E mi vesto di quell'alito,
vaneggiandomi nell'oro della dedizione,
estasiato dalla nostra complicita'.
E mi cibo di quell'alito,
perche' la fame esige la comunione,
e desidero sposarmi con il pensiero.
E mi spoglio di quell'alito,
perche' non esiste ricevere senza donare,
non nelle mie manipolazioni.
Cemento, metallo e carta,
come parole dimenticate,
di cui non afferri nemmeno il senso,
perche' non servono le parole,
per descrivere l'alito caldo.
Tu lo sai che puoi respirarlo,
tu lo sai che puoi espirarlo,
tu lo sai che puoi miscelarlo.
Ed ora vorrei le tue labbra,
che il freddo ha screpolato.
Vorrei inumidirle con la mia saliva,
ammorbidirle con l'alito caldo,
mentre soffio sulle tue ciglia
prima di sorriderti.
E so che quell'alito e' un flusso d'aria calda,
per combattere il gelo di una stanza,
e la manipolazione una licenza arbitraria.
Ma non importa, e pecco davanti alla materia,
mentre l'abbandono per l'anima,
e mentre chiudo gli occhi rapiti dal sogno.
E so che in fondo il sogno evolve,
trasformandosi in progetto,
e stasera respireremo assieme tra aliti caldi,
e non sara' che uno dei tanti miscelarsi,
finche' avremo fiato.
Cerco disperatamente una foglia,
tra i rami spogli dell'albero,
ma non la scorgo, non c'e'.
Ma vedo le gemme, stranamente gonfie.
E sento l'alito caldo che riparte.
Forse c'e' speranza.

13/01/2009


spurgato da sysjena | 08:47 | commenti (6)


mercoledì, novembre 04, 2009

Oggi per l'enensima volta mi sono imbattuto in musicofilo che non conosce Claudio Lolli. Vi chiederete quasi tutti...ma chi e' Claudio Lolli ? Mi rendo conto che i gusti musicali siano maledettamente soggettivi, ma trovo ingiusto che lui sia cosi' dimenticato, per quanto ancora in attivita' e con alle spalle ben 21 album (si...avete letto bene...ventuno). Gia' altre volte nel mio blog ne ho parlato, ma visto che oramai mi ripeto, voglio farlo anche per lui. Certo e' un cantautore malinconico, ma ascoltatelo, ve lo consiglio.

Claudio Lolli (Bologna, 28 marzo 1950) è un cantautore, poeta, scrittore e professore liceale italiano. Considerato dagli addetti ai lavori e dalla critica come uno dei maestri del cantautorato italiano; l'impegno politico per una sinistra senza compromessi, sin dall'album d'esordio, diventa una caratteristica di tutta la sua opera. Riservato, complesso, innamorato spesso di atmosfere affliggenti, malinconiche e tristi ha inserito nella musica le motivazioni e le delusioni di un’epoca e di una generazione che si era illusa, forse con cognizione, di poter cambiare le sorti dell'umanità. Alterne vicende discografiche hanno contribuito a minarne la fama tra il grande pubblico e la conoscenza tra le nuove generazioni.
(dalla pagina di Wikipedia che lo tratta ampiamente)
 http://it.wikipedia.org/wiki/Claudio_Lolli


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martedì, novembre 03, 2009

Ho una vita normale, che alcuni mi invidiano, ma che mi sento stretta. Perche' ? E' vero, forse penso troppo, ma e' proprio attraverso il pensiero che trovo spesso e volentieri il conforto, e perche' no, il riscatto. L'immaginazione e' quanto di piu' grande si possegga, e ci permette veramente di evadere da questa forma coercitiva che viene normalmente definita "vita". Ma nel contempo lo stesso strumento che ci serve per evadere, e' maledettamente razionale nell'analizzare la miseria dell'esistenza, pronto ad evidenziare le innumerevoli costrizioni a cui siamo legati. Ed anche quando immaginiamo, non pensiamo a qualche cosa di assolutamente alieno alla vita, ma ad una sua rappresentazione piu' vicina alle nostre aspirazioni. Felici della grande beffa, cavalchiamo il tempo che l'universo ci ha casualmente affidato, e che quasi sempre ci viene tolto da sotto il sedere e ripagato miseramente. E di meglio cosa rimane ? La fede. Penso che sia "il grande sogno", e per questo cos'ha di diverso dal mio sognare quotidiano ? E' il rifugio dal pensiero essenziale. Ma io che non credo, mi devo accontentare dei miei sogni, che pero' sono maledettamente a termine. A meno che non sogni di essere un highlander.


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lunedì, novembre 02, 2009

Il 2 Dicembre 2005 feci uno dei miei deliri, dei miei giochetti che spesso facevo e faccio con le parole. Avevo un libro di poesie d'amore di Alda Merini, e provai a scrivere una poesia utilizzando solo la prima riga di sue poesie da quel libro. Ne venne fuori un qualche cosa di non cosi' distante dal suo stile.
Lei se ne e' andata, ed io, che ho sempre amato il sangue della passione che stillava dalle sue righe, mi permetto di riproporre questo piccolo, modesto dono che le feci allora.

Dammi canto da cantar soave,
ora il corpo e' sublime e i chiaroscuri
del tuo ultimo tempo senza colore
lasciando adesso che le vene crescano
quando tu non ci sei.
Dimmi almeno che oscura meraviglia,
se avess'io levita' di una fanciulla,
no, non chiudermi ancora nel tuo abbraccio,
io ti ho offerto il mio corpo come un moto
quanto piu' m'arde il tuo ricordo cupo.
Ho pensato al tuo fascino profondo,
ho timor di tua morte e me ne parli,
non ti dispiaccia che parli in tuo nome,
perche' t'amo e mi sfuggi.
Abbi pieta' di me che sto lontana,
ti ho detto addio dopo che ho spesa tutta
la pelle nuda fremente.
Non voglio dimenticarti, amore,
io ho scritto per te ardue sentenze,
visito spesso in te la mia dimora,
ora che io riposo
il mio sentimento per te.


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